Portorotondo


Vai ai contenuti

Vittorio Gregotti

Pagine_home > Portorotondo racconta da



Portorotondo raccontata da Vittorio Gregotti

“... Andrea Cascella, molto amico di Luigino, mi coinvolse nell'iniziativa; insieme partimmo per la Sardegna, mi sembra con un traghetto per Olbia.
Porto Rotondo allora non esisteva; era solo il nome di un miracolo della natura, un piccolo porto naturale perfettamente rotondo, con un'acqua cristallina circondato dal verde cupo dei ginepri.
Da lì nacque l'idea che la piazza dovesse ispirarsi a questa forma: sarebbe stata rotonda, leggermente degradante e, in fondo, ma non perfettamente al centro, Andrea avrebbe realizzato una scultura; doveva sembrare un piccolo catino con un tappo.

Ci sarebbero state scale per i vari accessi. La più importante avrebbe portato alla chiesa. Insomma sarebbe stato un impianto classico.
Andrea voleva realizzare la piazza in granito perché era rimasto colpito dalla bellezza naturale delle rocce sarde e soprattutto dalla maestria degli scalpellini che usavano il granito come fosse della plastilina.
Proprio in quegli anni erano iniziati i lavori a Porto Cervo e mi ricordo molte discussioni anche polemiche; naturalmente noi avevamo un'altra idea dell'architettura e pensavamo che Portorotondo dovesse essere diversa e non solo per le costruzioni. Secondo noi, sarebbe diventata un centro di artisti, pittori, scultori, scrittori, intellettuali; avrebbero trovato un luogo armonioso dove lavorare e le loro opere avrebbero arricchito quella bellezza già così forte senza contaminazioni. Eravamo forse un po' ingenui, certo molto romantici… In questi ultimi anni Portorotondo è molto cresciuta, forse un po' troppo, ma rimane un posto molto simpatico e che, soprattutto, ha avuto un grande successo…”


Copyright 2010 UN MONDO DI EVENTI SRL - Tutti i diritti riservati

Home | Un Mondo di Eventi | Gazzetta | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu