Pagine_home > Portorotondo racconta da
Portorotondo raccontata da Krizia
"Ho dei parenti sardi ai quali sono molto legata, a San Vero Milis. Conoscevo Alghero e la zona di Oristano. Venivo già in Sardegna quando ricevetti un invito del Consorzio della Costa Smeralda per trascorrere un week-end all'hotel Pitrizza. Un accompagnatore ci guidò alla scoperta della Costa Smeralda e ci fece anche vedere dei terreni. Ma il discorso di un eventuale acquisto da quelle parti restò in sospeso mentre alcuni nostri amici artisti ci parlavano, sempre più entusiasti, di un altro paese che stava nascendo: Porto Rotondo. La scintilla scoccò nel corso di un viaggio in barca fatto con Mario Ceroli e Daria Nicolodi, Enrico Gregotti, Lina Wertmuller e suo marito Enrico Job, mia sorella Giancarla e suo marito, il regista Francesco Rosi.
Arrivammo a Portorotondo che nasceva e di cui continuavano a parlarmi i miei amici, soprattutto Ceroli e Gregotti, il cui fratello Vittorio, con Andrea Cascella, stava realizzando la piazzetta. Sono stata subito affascinata dal valore culturale ed artistico di questa esperienza. Non ho avuto alcuna esitazione; Porto Rotondo mi e' sembrata subito più vera, comprensibile, umana ed armonica.
Per questo mi innamorai del posto e comprai una piccola casa a Rudalza.
Quello che fa la differenza tra questo e gli altri villaggi turistici è proprio la cultura e l'esperienza di coloro che si sono occupati di realizzazioni straordinarie. E su questa strada si dovrebbe continuare...Passavamo delle notti indimenticabili al Tartaruga, un locale che ora non c'e' più; una volta accanto a me si era seduto uno sconosciuto che si appoggiava un pò troppo sul mio fianco e premeva tanto che io, seccata, gli dissi: " Mi scusi, forse lei esagera!". Poi seppi che quell'uomo era il re di Svezia. Al Tartaruga era normale incontrare anche Onassis e Niarchos oltre ai tanti personaggi che avevano casa a Porto Rotondo come Claudia Cardinale, Renato Salvatori, Marina Cicogna con Florinda Bolkan, Ugo Tognazzi, Gianni Morandi, Luciano Salce e poi i più bei nomi dell'aristocrazia e della finanza nazionale ed internazionale.
A Portorotondo si viveva in un'atmosfera raffinata ma semplice allo stesso tempo, che rispettava in pieno il criterio con il quale questo posto era stato inventato, fondato e costruito. Io avevo una casetta a Rudalza, vicino a quelle di Inge Feltrinelli e di Renato Salvatori; erano delle abitazioni quasi brutali nella loro semplicità ma carine ed eleganti; quello era il periodo d'oro di Porto Rotondo. In quegli anni bisognava andare ad Olbia per comprare anche un semplice cucchiaio ed ogni volta era una scoperta: un giorno la bottarga, un altro i dolcetti sardi, per non parlare del formaggio e del pane carasau. Ma era facile trovare anche mobili sardi vecchi e bellissimi per arredare le nostre case di Porto Rotondo. Intanto la mia, a Rudalza, era diventata un po' troppo piccola e, per un lungo periodo, ho preso in affitto delle ville fino a quando non ho sentito, forte, l'esigenza di averne una tutta mia. Mi sono affidata all'architetto Gamondi e mi ricordo il balzo al cuore, l'emozione fortissima che ho provato quando mi ha mostrato, per la prima volta, il progetto della nostra nuova casa. Mi ha colpito il suo senso dello spazio che è anche il mio ed il rispetto totale dell'ambiente..."
Copyright 2010 UN MONDO DI EVENTI SRL - Tutti i diritti riservati