Portorotondo


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Inge Feltrinelli

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Portorotondo raccontata da Inge Feltrinelli

“ Alla fine degli anni Cinquanta, Giangiacomo ed io avevamo fatto un lungo viaggio con una barca a vela di 16 metri.
Dopo aver navigato nelle acque della Scandinavia e della Norvegia, siamo arrivati in questa fantastica baia che si chiamava Poltu Ridundu.
Non avevo mai visto un mare di un colore così smeraldo, era un posto assolutamente fantastico; ma noi eravamo troppo giovani, giravamo per il mondo e non avevamo nessun'idea di comprarci un pezzo di terra o una casa.
Allora, vedendo una tale bellezza , avremmo potuto anche pensarci, però noi, cretinamente, non lo abbiamo fatto.
Passò del tempo e, alla fine degli anni Sessanta, tutti i miei amici, da Milano arrivavano a Porto Rotondo, ospiti di Luigi e di Nicolò Donà dalle Rose che stavano creando questo bellissimo paese.
Il posto ha affascinato tante giovani coppie , gente sportiva e amante della natura, tutte persone che qui hanno comprato o preso in affitto (come me) delle case.

Sin dall'inizio, Porto Rotondo era diventato un luogo-cult…Per quelli come me, che arrivano nel Mediterraneo dopo un'infanzia e una giovinezza nordica, il fattore determinante che fa scattare il legame forte è il sole.
Un sole quasi paterno, che accompagna le tue giornate, ti segue sulla spiaggia, in barca, nelle feste in piazzetta o nelle case. Non e' il sole ossessivo del Marocco o dell'Egitto e nemmeno quello implacabile dei Carabi o dei Tropici.
E' una dimensione diversa, che ti accoglie e ti coccola nella sua onnipresenza, senza per questo stordirti o lasciarti senza respiro.
L'altra sensazione che suscita in me Porto Rotondo è quello di una familiarità spontanea, non ostentata e per niente finta, di un gruppo di amici che si ritrovano e si sono ritrovati per tanto tempo, con l'unica ambizione del rivedersi e, se possibile, del divertirsi insieme.
Forse questa dimensione un po’ goliardica di clan in cui tutti conoscevamo tutti, si girava tranquillamente da una casa all'altra, da una festa all'altra, da una barca all'altra senza essere condizionati dagli steccati e dai pedaggi dell'ufficialità formale, si è persa negli anni, dilatata dalla fame di abitazioni e dalla crescita del villaggio oltre ogni previsione...
Comunque la qualità di questo ambiente è davvero unica, mi piace lo charme tutto italiano di Porto Rotondo e trovo la sua architettura inserita armonicamente nel paesaggio...Porto Rotondo oggi ha bisogno di intuizioni originali e di spunti nuovi che lo facciano diventare un polo d'attrazione culturale del Mediterraneo”.


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